IL 12 DICEMBRE 1969
(registrazione da TV o radio)
Intervista al tassista Rolandi

Non tutti avevano in casa un televisore, i programmi erano ancora bianco e nero e la televisione era ancora pubblica.
Il 20 luglio 1969 era stato trasmesso, in diretta, lo sbarco sulla luna con un divertente duetto tra Tito Stagno e Ruggero Orlando, imperversava La freccia nera con Loretta Goggi, all'ennesima edizione di canzonissima, vince una canzone di Nicola di Bari e Iva Zanicchi.

Zingara
A Piazza Fontana, poco dietro il Duomo di Milano, nel salone della Banca dell'Agricoltura, esplode una bomba che fa sedici morti. Tra questi un novarese: Giulio China, mediatore agricolo. Della strage da subito vengono sospettati gli Anarchici, e le indagini si indirizzano in tal senso.
Tre giorni dopo, 15 dicembre 1969, durante un interrogatorio della polizia, dal quarto piano della questura di Milano precipita il corpo di Giuseppe Pinelli detto Pino, anarchico milanese aderente al Circolo Ponte della Ghisolfa. Nella stanza dell'interrogatorio, tra gli altri, pare non sia presente Luigi Calabresi.
Il commissario Calabresi verrà ucciso da ignoti qualche anno più tardi. Come mandante dell'omicidio è ancora oggi in carcere un ex dirigente di Lotta Continua: Adriano Sofri.

(testimonianza di Licia Pinelli e successive)

 


La ballata del Pinelli do maggiore

QUELLA SERA A MILANO ERA CALDO
CALABRESI NERVOSO FUMAVA
TU LOGRANO APRI UN PO' LA FINESTRA
AD UN TRATTO PINELLI CASCO'


SCIUR QUESTORE IO CE L'HO GIÀ' DETTO
LE RIPETO CHE SONO INNOCENTE
ANARCHIA NON VUOL DIRE BOMBE
MA GIUSTIZIA NELLA LIBERTÀ'


STAI ATTENTO INDIZIATO PINELLI
QUESTA STANZA E' GIÀ' PIENA DI FUMO
SE TU INSISTI APRIAM LA FINESTRA
QUATTRO PIANI SON DURI DA FAR


C'È' UNA BARA E TREMILA COMPAGNI
STRINGEVAMO LE NOSTRE BANDIERE
NOI QUEL GIORNO L'ABBIAMO GIURATO
NON FINISCE DI CERTO COSÌ


QUELLA SERA A MILANO ERA CALDO
MA CHE CALDO CHE CALDO FACEVA
E' BASTATO APRIR LA FINESTRA
UNA SPINTA E PINELLI CASCO'

 


A seguito della testimonianza di un tassista, Cornelio Rolandi, viene arrestato, come esecutore materiale della strage, Pietro Valpreda. Verrà scarcerato tre anni dopo per l'intervento del parlamento. Dopo un lunghissimo iter processuale sarà completamente scagionato, e la pista anarchica verrà abbandonata.

Nel dicembre del 69 avevo messo da tre mesi i primi pantaloni lunghi, facevo prima liceo scientifico, e non avevo ancora una morosa .Seppi della bomba dal telegiornale. Mio padre, già operaio tessile alla Cascami e Seta, aveva comprato due cose con i soldi della liquidazione: lavatrice e televisore.

LA RADIO — Mostrando la radio, Piero parla di come ebbe la notizia

La bomba di Milano seguiva altri attentati avvenuti in Italia e precedeva una ulteriore serie che, tra gli altri, vide quella del treno Italicus, di piazza della Loggia a Brescia e della stazione di Bologna, che fece più di ottanta morti e duecento feriti.
Fu di quel periodo il conio di una nuova parola: Dietrologia.
Ovvero la scienza di capire cosa e chi sta dietro un evento.
In Italia da qualche mese c'era una grande agitazione politica nel ceto operaio, che allora si chiamava Classe operaia. Tale stato di tensione sindacale aveva preso il nome di Autunno caldo.

Qualcuno porta un ciclostile e mima l'atto di ciclostilare



La prima manifestazione a cui partecipai fu bellissima, non sapevo bene quali fossero i temi, ma "studenti-operai uniti nella lotta" mi sembrava sufficiente: io ero figlio di operai. Avevo conosciuto un "compagno ", come allora ci si chiamava indipendentemente dal ceto e dall 'età, piccolo, tarchiatello e di Bisceglie. Era più vecchio di me, studente fuori corso di non so che cosa forse scienze politiche, mi diceva di essere una avanguardia rivoluzionaria, Lotta Continua. Di notte, alle tre e mezza,uscivo di casa di nascosto dai miei genitori, lui mi aspettava in strada. Prendevamo il bus numero 3, che andava a S.Agabio e faceva capolinea alla zona delle fabbriche. Antonio tirava fuori da sotto l'eschimo un rotolo di volantini ciclostilati e me ne passava metà. Fumando una sigaretta, lui nazionali senza filtro e io stop, aspettavamo l'uscita del turno e distribuivamo i volantini. Una volta terminato la distribuzione, andavamo a prenderci un caffè, anzi Antonio prendeva il cappuccio, che per lui rappresentava la dieta perfetta, e poi ci spostavamo ai cancelli di un 'altra fabbrica, aspettando il turno successivo. Un giorno, nel pieno delle mie funzioni di diffusore, nel prendere il volantino. dalle mie mani un 'operaia che avrà avuto 30-35 anni, una "vecchia", si ferma davanti a me, a distanza molto ravvicinata, mi guarda, mi da una carezza e mi fa: "ma va' a ca' flulin... "

 


PERCHE' MAI PARLARCI DI PACE
VOI SAPETE DEL FREDDO E DEI FIGLI
ED IL COSTO DI SCARPE E VESTITI
ED IL RITMO DEL NOSTRO MARTELLO


PERCHE' MAI PARLARVI DEL VIETNAM
VOI L'AVETE SCOLPITO SUI VOLTI
NELLE TRUFFE SUI VOSTRI SALARI
AFFAMATI DAL TEMPO RIDOTTO


E LA SCELTA E' IL CANCELLO PER CAPIRE
TRA LE CENTO E LE MILLE PIÙ' VOCI
E LE GRIDA AGNELLI E VIETNAM
E LA PACE CANTATA DA VOI


PERCHE'MAI PARLARCI DI PACE
SE OGNI GIORNO SI VIVE ALLA GUERRA
SE PER UNO DI LORO PER TERRA
SONO MILLE I MORTI PER NOI

PERCHE' MAI PARLARCI DI PACE
PERCHE' MAI PARLARCI DI PACE
PERCHE' MAI PARLARCI DI PACE

 


Negli  anni  cinquanta e  sessanta,  nelle  città soprattutto  del  nord e soprattutto nel cosiddetto triangolo industriale, cioè quello compreso tra Torino Milano e Genova, le grosse industrie tessili, metalmeccaniche alimentari e chimiche avevano attratto mano d'opera proveniente spesso dalle campagne, molta dal sud.
Qualcuno disse che erano scomparse le lucciole.
La  fine del ciclo industriale e la necessità di ristrutturazione produssero forti tensioni sociali a causa dei licenziamenti, delle serrate, del pesante uso della cassa integrazione guadagni, della disoccupazione.
Già...   allora, trentacinque anni fa, il lavoro si trovava a quindici-sedici anni e poi si teneva per tutta la vita. Il licenziamento spesso era un problema vero, a volte un dramma

 

 

O CARA MOGLIE STASERA TI PREGO
DI' A MIO FIGLIO CHE VADA A DORMIRE
PERCHE' LE COSE CHE IO HO DA DIRE
NON SONO COSE CHE DEVE SENTIR


PROPRIO STAMANE LA' SUL LAVORO
CON IL SORRISO DEL CAPOSEZIONE
MI E' ARRIVATA LA LIQUIDAZIONE
M'HAN LICENZIATO SENZA PIETÀ'


E LA RAGIONE E' PERCHE' HO SCIOPERATO
PER LA DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI
PER LA DIFESA DEL MIO SINDACATO
DEL MIO LAVORO E DELLA LIBERTÀ'


O CARA MOGLIE DOVEVI VEDERLI
VENIRE AVANTI CURVATI E PIEGATI
E NOI GRIDARE CRUMIRI E VENDUTI
E LORO DRITTI SENZA GUARDAR


O CARA MOGLIE IO PRIMA HO SBAGLIATO
DI' A MIO FIGLIO CHE VENGA A SENTIRE
CHE HA DA CAPIRE CHE COSA VUOL DIRE
LOTTARE PER LA LIBERTÀ'


 

E la Rhodia? A gle' pu', E la Falconi?,A gle' pu' Cascami e Seta?,A gle' pu' Manifatture Rotondi? A gle' pu', E la Wild? l'è morta!, Doppieri? L'è morta,e la Scei? A gle' pu', E la Sorgato? L'è morta,E la Commen's l'han sarà, Ferrari?glè pu', Novapack? Gle pu', Max novo l'è morta, Pan electric? L'è morta.
Questi sono i nomi di alcune delle fabbriche, allora esistenti nel comune di Novara, che oggi non ci sono più. Dove c'era la Rotondi, fabbrica tessile che vide le lotte coraggiose delle operaie per salvaguardare il salario e il posto di lavoro, che vide le donne picchettare lo stabilimento e scontrarsi con le forze dell'ordine, oggi c'è una Sala Bingo, la sede dell'Agenzia delle Entrate, e un call center con più di mille persone. Un call center...

Cusa l'è, una fabbrica? No, ssservizi... ma i lavuran?... tri mes

 

S.Andrea e S.Agabio erano i quartieri operai per antonomasia. A vederli oggi, sventrati, svuotati e abbandonati, si resta quasi smarriti. Ricordo bene l'intensità del traffico di biciclette e motorini portati dalle tute blu alla mattina presto. La dignità del comportamento tenuto nei circoli, il decoro spartano degli arredi, le "sezioni" del partito, l'acquisto dell' Unità e dell' Avanti, la severità dei compagni più anziani: Non si bestemmia... non c'è! Le case di ringhiera con il loro tessuto dì solidarietà, le merende alla domenica con la famiglia, il gioco delle bocce, la passione per il"sociale", l'etica del lavoro, il rinnovo degli ideali della ''resistenza ". Quest 'ultimo aspetto, forse perché molto insistito, faceva oscillare il pendolo tra una sensazione di retorica celebrativa e l'entusiasmo dei racconti epici che capitava di sentire, narrati dalla viva voce degli stessi protagonisti che nel 69 potevano avere quarantacinque - cinquant 'anni.
Piero: mio padre era uno di loro, uno dì quelli che non avevano deposto le armi, che ritenevano che la resistenza non fosse finita...

 

La forte attività politica e militare dei fascisti, spesso protetti nelle piazze dalla polizia, aveva riacceso l'antifascismo come idea e come militanza. Non erano rari gli scontri tra giovani di destra e di sinistra.
Insomma la lotta continuava
Nel bar dell 'Oreste si tenne credo la prima riunione di Lotta Continua a Novara, presenti Sergio da Genova , ebreo, ( e molte ragazze di allora se ne accertarono personalmente), Antonio da Pisa, Antonio da Bisceglie, Ennio, Giorgio detto il Danese, Mario e io. Oggi Sergio è proprietario di alcuni dei più bei locali dei navigli, Antonio da Pisa, alias l'uomo da un milione di dollari, è a capo dì un sindacato di base di precari dell 'insegnamento, l'altro Antonio sta a Trento, è un insegnante in pensione, Ennio è entrato in Forza Italia ed è stato sponsor di Gaetano Nastri, il Danese fa il sindacalista in CGIL, Mario fa la carriera diplomatica e risulta in Germania, e io sono Agente, come si dice, dì primaria compagnia dì Assicurazioni.
Ricordo l'incipit del primo volantino che distribuimmo a S. Rocco, cominciava così: proletari dei quartieri di merda...  ' In effetti S. Rocco non era un gran bel quartiere, perché pur essendo nuovo era completamente privo di servizi ed era stato costruito a ridosso della fonderia Sorgato che produceva forti e malsani miasmi.
Il volantino, a causa dell ' attacco diciamo escrementizio venne frainteso da alcuni, che per ignoranza sintattica pensarono che il "di merda" fosse riferito a loro...

Paolo Poletti e
Pietro Valpreda
alla contestazione
del Festival di San Remo
(1969)

Ma le tensioni sociali erano sparse in molte zone del mondo, dalla Palestina all' Irlanda del Nord, dai Paesi Baschi agli Stati Uniti, dall'Africa al Sud America, soltanto un anno prima c'era stata la primavera di Praga.
In particolare in Sudamerica crescevano movimenti e partiti di sinistra che influenzavano la politica di quei paesi: dal Cile di Allende ai Tupamaros uruguagi. Anche la Chiesa si schierò spesso con le classi subalterne, con Dom Helder Camara in Brasile o morendo combattendo come don Camilo Torres. Nacque la cosiddetta "teologia della liberazione".

 

 

QUESTA FOSSA DOVE STAI
LARGA POCHE DITA
E' IL PIÙ' PICCOLO CONTO CHE HAI PAGATO IN VITA


HA VOLUME GIUSTO
NE'LARGO NE'FONDO
E' LA PARTE CHE TI TOCCA DEL LATIFONDO


NON E'UNA FOSSA GRANDE
PER UN PICCOLO MORTO
MA HAI PIÙ' SPAZIO ATTORNO DI QUAND'ERI AL MONDO


E' UNA FOSSA GRANDE
PER UN MONDO DA NIENTE
MA QUI PIÙ' CHE NEL MONDO STAI COMODAMENTE


E'UNA FOSSA GRANDE
LA TUA CARNE E' POCA
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA
E' IL PIÙ' PICCOLO CONTO CHE HAI PAGATO IN VITA
E' LA PARTE CHE TI TOCCA DEL LATIFONDO
E' LA TERRA CHE VOLEVI VEDER DIVISA
MA HAI PIÙ' SPAZIO ATTORNO DI QUAND'ERI AL MONDO
MA QUI PIÙ' CHE NEL MONDO STAI COMODAMENTE
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA
MA ALLA TERRA DONATA NON SI GUARDA IN BOCCA

 

 

Ma naturalmente questi movimenti furono anche sostenuti dall'URSS e Cuba, il Che venne ucciso in Bolivia. Gli Stati Unit inon potevano permettere, dopo i fatti della "baia dei porci", che l'Unione Sovietica esercitasse una forte influenza su paesi che, come Cuba, erano così vicini a casa e potevano costituire una minaccia militare. Gli Stati Uniti, del resto, erano ancora impegnati in quel massacro che si chiamò Viet- Nam. Ma fu proprio il Viet-Nam che unificò nel mondo un forte movimento contro la guerra.

 

Ricordo un pomeriggio di nebbia, in piazza Cavour, con Bob il fotografo, Piero il capellone e l'Oreste, la polizia con la Giulia Alfa Romeo verde oliva, i cartelli con la foto di un "marine " che spingeva con un calcio un prigioniero, mani legate dietro la schiena, dentro una giara piena d'acqua, un altro con la foto di un ufficiale vietnamita che sparava alla tempia di unpartigiano viet-cong, e gli slogan gridati da una decina di persone: Johnson boia, Johnson boia..., l'intervento della polizia, che pur non essendo in assetto di combattimento, menava lo stesso. Bob e Piero vengono presi e buttati sulla pantera della polizia, ma Piero esce dall'altra parte e scappa. Resta per terra l'Oreste, caparbiamente, Gli tirano un calcio al basso ventre, sento un urlo rauco... lo portano via...
Ma al cinema Eldorado la proiezione del film "berretti verdi " con John Wayne viene sospesa perché qualcuno ruba le pizze del film.

 

Il pacifismo e le manifestazioni, la tradizione pacifista del movimento operaio è nota, forse appartenente più alle madri che ai padri, ma il pacifismo di Berkeley, dei campus universitari fu più un modello importato. Bob Dylan e Joan Baez ne furono i cantori piu' noti.

 

 

COME YOU MASTERS OF WAR
YOU THAT BUILT THE BIG GUNS
YOU THAT BUILT THE DEATH PLANES
YOU THAT BUILT ALL THE BOMBS
YOU THAT HIDE BEHIND WALLS
YOU THAT HIDE BEHIND DESKS
I JUST WANT YOU TO KNOW
I CAN SEE THROUGH YOUR MASKS


YOU THAT NEVER DONE NOTHING
BUT BUILD TO DESTROY
YOU PLAYED WITH MY WORLD
LIKE WITH YOUR LITTLE TOY
YOU PUT A GUN IN MY HEAD
AND YOU HIDE FROM MY EYES
AND YOU TURN AND RUN FURTHER
WHEN THE FAST BULLET FLY


LIKE JUDAS OF OLD
YOU LIE AND DECEIVE
A WORLD WAR CAN BE WON
YOU WANT ME TO BELIEVE
BUT I SEE THROUGH YOUR EYES
AND I SEE THROUGH YOUR BRAIN
LIKE I SEE THROUGH THE WATER
THAT RUNS DOWN MY DRAIN


AND I HOPE THAT YOU DIE
AND YOUR DEATH WILL COME SOON
I WILL FOLLOW YOUR CASKET
IN THE PALE AFTERNOON
AND l'LL WATCH WHILE YOU'RE LOWERED
DOWN YOUR DEATHBED
AND l'LL STAND O'ER YOUR GRAVE
'TILL l'M SURE THAT YOU'RE DEAD



Resisteva nell'immaginario collettivo la paura dello scontro nucleare tra le allora uniche due superpotenze. Dopo Hiroshima, infatti, non fu più lo stesso. La corsa agli armamenti, la dislocazione di missili a testata nucleare in America e in Unione Sovietica, nelle basi Nato in Europa, in Italia soprattutto nel Friuli Venezia Giulia, e nei sottomarini che incrociano nei mari del nord e nel mediterraneo, crea il terrore che si possa scatenare una guerra nucleare che possa portare a una vera apocalisse

 

 

VEDREMO SOLTANTO UNA SFERA DI FUOCO
PIÙ' GRANDE DEL SOLE PIÙ' VASTA DEL MONDO
NEMMENO UN GRIDO RISUONERA'

E CATENE DI MONTI COPERTE DI NEVE,
SARANNO CONFINE A FORESTE DI ABETI
MAI MANO D'UOMO LE TOCCHERÀ'

E SOLO IL SILENZIO COME UN SUDARIO SI STENDERÀ'
FRA IL CIELO E LA TERRA
PER MILLE SECOLI ALMENO... MA NOI NON CI SAREMO.

 

 

Ma cosa c'entra tutto questo con il 12 dicembre? C'entra, c'entra... perché
Anche in Europa si combatteva una guerra, una guerra "fredda" II muro di Berlino, che divideva una città ed un paese, in realtà era la cicatrice di Yalta, ovvero il confine nella spartizione di una specie di bottino di guerra tra URSS e Alleati Anglo americani, sarebbe stato abbattuto soltanto nel 1989, vent'anni dopo. L'Italia di allora, coi suoi confini geografico-politici a est e con la sua posizione nel mediterraneo, era un baluardo naturale, e subiva per questo forti i condizionamenti americani. Gli Stati uniti non nascondevano la preoccupazione per l'avanzare, insieme ai movimenti di massa, dei partiti della sinistra, che nel tempo sarebbero effettivamente arrivati a una quota elettorale di circa il 50% tra PCI e PSI.
I servizi segreti americani armarono la mano alla destra estrema che organizzò e mise in atto gli attentati con le bombe, che diede il via alla strategia della tensione, passò per Piazza Fontana quel 12 dicembre ed ebbe altri gravissimi episodi culminati in un vero e proprio tentativo di golpe con Junio Valerio Borghese. Junio? Ma che cazzo dì nome è?
Qualcuno ha battezzato il figlio Junio? Si,... Junio Iglesias!
Purtroppo gli anni settanta videro in Italia un terreno di scontro sanguinoso nel quale furono sacrificati molti, compreso lo statista che si era inventato il neologismo "compromesso storico" ovvero aveva aperto la strada del governo, in evidente contrasto con gli Stati Uniti, al PCI di Berlinguer, quest'uomo era Aldo Moro.

 

Insieme al pacifismo, vennero dagli stati uniti anche il movimento hippy, le Pantere Nere, Timothy Leary e tante altre belle cose... ascoltavamo Dylan ma anche Jìmì Hendrix e i Jefferson Airplane, leggevamo Ginsberg e soprattutto "Sulla strada "di Kerouac, vedemmo il film del raduno di Woodstock (tre giorni di pace amore e musica) e i bikers di Easy Rider con Jack Nicholson e Peter Fonda. Il tema del viaggio, sia lisergico, allargare l'area della coscienza, sìa dì fatto, affascinò qualcuno di noi. Il Mario Concia va in India con un altro matto sulla sua Vespa gloriosa, io feci il primo viaggio in autostop con il Gigio, andammo a Roma. La mia vera impresa fu però andare ad Amsterdam: quindici giorni il solo viaggio di andata. Dormire nel sacco a pelo dove capitava, in strada, nelle case occupate, raramente in casa di qualcuno, negli ostelli quando si avevano soldi, quindi quasi mai. In alternativa all'autostop ci si poteva nascondere in treno, nel vano sopra i cessi, con la raffinata tecnica delle dieci lire.. Incontrare persone, vedere posti lontani...

 

 

HO VEDUTO NASCERE IL SOLE DAI GHIACCI DI THULE
HO VEDUTO I RIFLESSI DORATI DELLE MOSCHEE
LE ONDE ADULTE DELLA GUASCOGNA GLI SQUALI BIANCHI
I TUCUL E LE CASE DEI RICCHI E HO PIANTO


HO VEDUTO MARE CHE E' MARE TERRA CHE E' TERRA
(Per le strade del mondo...)
COME IN ME COME A LISBONA COME DA NOI
HO VEDUTO GRANO CHE E' GRANO FANGO CHE E' FANGO
HO ASCOLTATO IL LINGUAGGIO DEL MONDO E HO PIANTO

HO VISTO AMARE, FREMERE, ANSARE

 

 

Durante il mio viaggio ad Amsterdam vendetti la chitarra perchéavevo finito i soldi.
PIERO io ho venduto la mia per andare dalla morosa
Ricordo quella che spaccasti al festival dell 'unità, alla moda degli who
Vendute o rotte le abbiamo ricomprate sempre, le abbiamo amate, le accarezziamo quando possiamo, le coccoliamo.
PIERO San Mauro Lazzarino proteggi i chitarristi
Grazie chitarra, metafora col buco

 

 

E ADESSO CHE FARO', NON SO CHE DIRE
E HO FREDDO COME QUANDO STAVO SOLO
HO SEMPRE SCRITTO I VERSI CON LA PENNA
NON HO ORDINI PRECISI DI LAVORO.
HO SEMPRE ODIATO I PORCI ED I RUFFIANI
E QUELLI CHE RUBAVANO UN SALARIO
I FALSI CHE SI FANNO UNA CARRIERA
CON CERTE PRESTAZIONI FUORI ORARIO.


CANTERO' LE MIE CANZONI PER LA STRADA
ED AFFRONTERÒ' LA VITA A MUSO DURO
UN GUERRIERO SENZA PACE E SENZA SPADA
CON UN PIEDE NEL PASSATO
E LO SGUARDO DRITTO E APERTO NEL FUTURO


E NON SO SE AVRÒ' GLI AMICI A FARMI IL CORO
O SE AVRÒ' SOLTANTO VOLTI SCONOSCIUTI
CANTERO' LE MIE CANZONI A TUTTI LORO
E ALLA FINE DELLA STRADA
POTRÒ DIRE CHE I MIEI GIORNI LI HO VISSUTI

 

Volantiniamo in sala un fac simile del manifesto su Pinelli, ringraziando il pubblico per la partecipazione e successivamente, se ci sono, lasciamo spazio a interventi del pubblico, che non sollecitiamo direttamente.

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