Locandina

c’ero anch’io, a bordo ring, la sera in cui mp è tornato, complice la madonna di comerzo, a fare a pugni sul quadrato.
bella guardia, non c’è che dire, bassa e guascona, che assieme al gioco di gambe, ricordava i tempi in cui mohammed alì era ancora cassius clay.
poi è stata pioggia di jab, uppercut, ganci, montanti, sommommoli, giambi, epodi e ditirambi.
l’avversario (che qui vorrebbe la maiuscola di cui sono obiettore) vacillava, groggy come dopo una prima comunione.
perchè – in quanto scrittore ctonio – mp è pure esorcista di strada, come di strada fu boxeur, avvezzo a concludere prima del limite, con un fulmineo uno-due scatenato dalla fifa dell’intelligenza e dal coraggio della volontà.

giacché di ordito animale e di trama etica è proprio tessuta quella sua umanità che talvolta si fa narrazione.
e in quel narrato – che sempre vuol prevalere sul narrante – trasparenti e incorrotte entità celesti si rispecchiano in acque torbide d’acheronte così come accade nel cuore di chiunque abbia degnato di una minima attenzione la propria esistenza.

che mp avesse in mente una sua strada da fare mi è chiaro sin dai tempi in cui frequentò, da antagonista, la prima liceo, così come mi fu subito evidente che avrebbe evitato la banalità del rettilineo.
strada ce n’è ancor tanta, e tornanti, e salite – da sfiancarsi, ma la svolta di comerzo è stata fondamentale.

fai un fischio se ti serve la borraccia.

pucci veronica

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