Fatto specie il casista tedesco ha la mano squadrata e davvero pochi problemi coi capomastri: dirige sinfonicamente, acquatta cortili e latrine, sospende le bocche antincendio, s'arrende soltanto davanti a pendenze del trenta per cento, non nasce lagnanze, divelle pilastri che mette spavento, parla per gotico antico, sevèra gli orpelli di rito ma edifica. Il dosso ci offende? spianare con cura ogni aspro singhiozzo del piano, ammiccare alle ruspe, inghiottire, ma dove ci sono, colpevoli boschi di melograni, imbottire i fagiani con paglia di Vienna, tirar dritto anche il Reno, la Senna! Siano penisole ortogonali quelle che scendono, salgono e sporgono da un bel continente regolarmente ben poligonato, con apoteme e raggi liberi di correrlo saettanti trasmutanti sottesi in istrade che si susseguon da sotto a una crosticina d'asfalto acciaioso, tartànico polimerico indistruttibile àfono.
Il casista le sfida, le foci dei fiumi. Non incanta, incastona il creato di marmi e graniti, oh poveri laterizi ma onesti!! ferro e cemento vetro e rimbombo di macchine grandi, tronfie di meccanica di precisione, lucide come il lucido Fener, l'asmatico duce di " Guerre Stellari ,." ben figuranti in futuri bestiari, gigione.


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